Tenìasi (o verme solitario)
origine - diffusione - terapia - prevenzione

Origine

E’ un’infestazione dell’organismo umano da parte di vermi piatti quali Taenia solium, Taenia saginata, Hymenolepis nana ecc. Il contagio avviene mediante l’ingestione di carni, crude o poco cotte, di maiale (Taenia solium), di bovino (Taenia saginata) e di pesce, nelle quali sono presenti le larve. Una volta nell’intestino le larve danno origine a un verme adulto, che si attacca con un disco adesivo alla parete intestinale e si accresce fino a raggiungere alcuni metri di lunghezza. La tenìasi può essere asintomatica per mesi, poi manifestarsi con diarrea, stitichezza, dolori addominali, dimagrimento, nausea, vomito. La Taenia saginata viene individuata anche per il ritrovamento di segmenti di verme (proglottidi) nella biancheria.

 

 

Diffusione

Come le altre patologie prodotte da elminti la diffusione è ubiquitaria, ma nelle zone dove le condizioni alimentari ed igieniche sono precarie, il fenomeno assume forme maggiormente rilevanti.

Terapia

La diagnosi di certezza viene fatta con la ricerca delle uova del parassita nelle feci. La terapia si basa sull’impiego di un antielmintico ( niclosamide, mebendazolo) seguito da un purgante salino. La debellazione del parassita è importante nell’infestazione da Taenia solium, la quale può determinare cisticercosi.

Prevenzione

Oltre alle norme igieniche elementari, è molto importante evitare di ingerire carne cruda o poco cotta, soprattutto di suino.