LA TUBERCOLOSI
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ORIGINE

La tubercolosi è una malattia infettiva cronica, denominata anche TBC, causata dal batterio (mycobacterium tuberculosis) detto anche bacillo di Koch. Può attaccare qualunque tessuto dell’organismo, ma colpisce con maggiore frequenza i polmoni (tubercolosi polmonare). Il termine deriva dalla formazione nell’organismo, a seguito dell’infezione, di caratteristiche strutture cellulari, dette tubercoli, in cui i batteri vengono intrappolati ed isolati. La tubercolosi colpisce l’uomo e gli animali da allevamento. Oltre alla tubercolosi polmonare, altre forme sono la tubercolosi ossea, la tubercolosi renale e quella cutanea. Il bacillo di Koch può anche colpire il rene, gli organi genitali e l’intestino.

LA DIFFUSIONE

La mortalità della tubercolosi, a partire dai primi del Novecento, è andata progressivamente diminuendo, scendendo da 222 a 5 morti (nel 1980) su 100.000 abitanti. Questa patologia, però, continua a mietere vittime nel Terzo Mondo. Verso la metà degli anni ottanta, si è registrata la formazione di nuovi focolai d’infezione, che hanno portato alla denuncia di migliaia di nuovi casi di malattia.
Diversamente da altre malattie infettive, la Tbc non ha periodo di incubazione specifico. Si incontra sempre la presenza di un fattore, che scatena la patogenicità dei bacilli. Questi, infatti, possono restare latenti nel corpo per un lungo periodo, finché un indebolimento della resistenza immunitaria dell'organismo fornisce loro l'opportunità di moltiplicarsi e provocare le manifestazioni tipiche della Tbc. Sono stati chiamati in causa fattori come l’aumento dei senzatetto, la sovrappopolazione, l’abuso di droghe, la diffusione dell’AIDS, condizioni scadenti di vita e in generale tutto ciò che provoca un deficit del sistema immunitario.

TUBERCOLOSI OSSEA

L'infezione del bacillo di Koch può localizzarsi a livello delle ossa lunghe o di articolazioni come le ginocchia, i polsi e le caviglie. In tal caso si parla di tubercolosi ossea, forma che colpisce prevalentemente i bambini e i giovani e che si forma a causa del diffondersi con la circolazione sanguigna o linfatica di piccoli focolai.

SINTOMI

I primi sintomi sono costituiti da dolori localizzati alle ossa colpite e tendenze all' affaticamento; man mano che l'infezione progredisce, il tessuto osseo gradualmente viene corroso e distrutto, e si formano ascessi con pus, e versamenti di liquido sieroso a livello delle membrane sinovali delle articolazioni. I danni ossei possono spontaneamente risolversi prosciugandosi e cicatrizzandosi, ma la compromissione della cartilagine fa sì che, con l'avanzare della malattia, l'articolazione si blocchi; può formarsi anche un tessuto fibroso che rende più difficile il recupero dell'articolazione stessa.

TUBERCOLOSI POLMONARE

Nella tubercolosi polmonare l'infezione dell' organismo avviene a livello dei polmoni. I bacilli della TBC vengono trasmessi per via aerea, mediante le goccioline di saliva e di muco espulse dal malato con la tosse o con gli starnuti, solo raramente e soprattutto nei paesi in cui si utilizza latte crudo di bovini non immuni dalla tubercolosi, il contagio avviene per mezzo di escrementi o di prodotti alimentari.

SINTOMI

Nei suoi stadi precoci, la Tbc generalmente non causa sintomi, mentre agli stadi avanzati si manifesta con febbre, affaticamento, sudorazione notturna, inappetenza, e calo ponderale. Nella Tbc polmonare questi sintomi sono associati a disturbi respiratori come tosse, dolore al torace, ed escreato tinto di sangue. Una forma particolarmente grave di tubercolosi, la tisi, è caratterizzata dalla comparsa di numerosi focolai d'infezione (tubercolosi) estesi a entrambi i polmoni. Essa può evolvere verso la morte in tempi molto brevi (due settimane). Un altro tipo di tubercolosi polmonare con decorso acuto è la tubercolosi migliare, in cui si formano piccole lesioni a forma di seme di miglio, che si diffondono rapidamente dai polmoni ai visceri.

TERAPIA

Dopo l’accertamento della presenza del bacillo della tubercolosi, mediante esami radiografici è possibile valutare l’estensione delle lesioni polmonari e la loro distribuzione. Il ricovero in ospedale si rende talvolta necessario negli stadi iniziali della terapia, che attualmente si basa sulla somministrazione degli antibiotici Rifampicina e Rifabutina e dei chemioterapici isoniazide e pirazinamide, efficaci contro la TBC in combinazioni variabili. Un tempo veniva praticata un’operazione di pneumotorace, mediante la quale, insuffiando aria nello spazio tra le due pleure del polmone infetto, lo si poneva a riposo, nel tentativo di favorirne la cicatrizzazione e la riparazione delle parti lesionate. In genere dopo circa 3 mesi non si osserva più l’emissione di bacilli da parte del paziente, che dunque non è più da ritenersi contagioso; questi, se migliora lo stato del suo sistema immunitario, entro un anno si può ritenere guarito. All’esame radiografico oggi si può constatare che almeno nel 75% dei pazienti vi è una completa riparazione del tessuto polmonare. In alcuni pazienti, comunque, possono permanere per tempi anche molto lunghi tracce radiologiche di danni ai polmoni.