Idrofobia o rabbia
origine - diffusione - sintomi - intervento - prevenzione

Origine

Nota anche come idrofobia, la rabbia è una malattia contagiosa trasmissibile dall'animale all'uomo e viceversa. Solitamente il contagio avviene attraverso il morso di un animale. Il virus è presente nella saliva e viene trasmesso attraverso il contatto con il sangue.
La rabbia è una malattia virale causata da un Rhabdoviridae trasmesso all’uomo da animali infetti. Nei paesi in via di sviluppo, dove la rabbia canina è comune, la trasmissione avviene principalmente per morso di cane; nei paesi industrializzati la trasmissione all’uomo si verifica più sovente da parte di animali selvatici.
Anche le mucose - per esempio gli occhi o la bocca - possono costituire un ingresso del virus.

 

Rappresentazione schematica del Virus Rabico. (Enc. Medica UTET)

Diffusione

E’ una malattia ubiquitaria con alcune eccezioni per Paesi o continenti insulari: Giappone, Oceania, Australia (fatta eccezione per la regione di Ballina), Nuova Zelanda ed in alcune isole dei Caraibi. Nel mondo sono segnalati più di 30.000 casi all’anno, ma il loro numero è probabilmente molto maggiore.

Sintomi

Il periodo di incubazione - cioè il periodo intercorso tra il contagio e la manifestazione dei sintomi - è molto variabile nell'uomo: mediamente è di circa 1-3 mesi, ma può durare dagli 8 giorni a un anno.
Il virus della rabbia provoca nell’uomo una encefalite invariabilmente fatale. Il periodo di incubazione è molto variabile da pochi giorni a molti anni; nel 75% dei casi la malattia si manifesta nei primi 90 giorni dal morso infettante. I sintomi iniziali sono quelli di una malattia virale aspecifica accompagnati da formicolii, prurito e dolore nella zona della ferita; febbre, anoressia (mancanza di appetito). Successivamente segue un periodo di eccitazione, con spasmi e contrazioni, forte cefalea, dolori alla gola così forti da far venire il terrore della deglutizione di cibo e bevande: da qui il termine idrofobia, che significa paura dell'acqua. Seguono alterazioni cognitive, alterazioni della sensibilità e dolore nella sede della precedente morsicatura. Nell’arco di 4-10 giorni la malattia si manifesta completamente nelle due forma classiche di rabbia furiosa (idrofobia, delirio, agitazione) e rabbia paralitica. Se non si effettua il vaccino in modo tempestivo l'esito della malattia risulta quasi sempre mortale.

Intervento

Se sfortunatamente si è esposti al virus (morsi di animali sicuramente o potenzialmente rabidi) occorre: 1. lavare la ferita con abbondante acqua e detergenti; 2. disinfettare con iodio-povidone; 3. iniziare una immunizzazione passiva (immunoglobuline specifiche); 4. effettuare una immunizzazione attiva (vaccino) nei giorni 0, 3, 7, 14, 28. Nel caso di un morso di animale è necessario pulire molto bene la ferita in profondità con acqua e sapone, acqua ossigenata o disinfettanti e recarsi al pronto soccorso tempestivamente per la vaccinazione. E' molto importante catturare, possibilmente vivo, l'animale che ha morso l'infortunato, in modo che possa essere tenuto in osservazione.

Prevenzione

La malattia è prevenibile. Esiste un vaccino efficace che deve essere proposto a coloro che si recano in zone a rischio e che svolgono professioni potenzialmente esposte (veterinari, personale di laboratorio che lavora sul virus, speleologi, e soggetti che hanno predisposto di recarsi in regioni rurali remote senza possibilità di accesso a servizi medici). Il vaccino e ottenuto da virus inattivato e si stabilisce una immunità valida dopo tre iniezioni (tempi 0, 7, 21 giorni).
E’ consigliabile un richiamo ogni 2-3 anni.