TRIPANOSOMIASI o MALATTIA DEL SONNO
origine - sintomidiffusione - terapia - profilassi - protezione

ORIGINE

La Tripanosomiasi (o malattia del sonno) è causata da parassiti unicellulari che vivono nel sangue. Ve ne sono due sottospecie, Trypanosoma brucei gambiense e T. brucei rhodiense, agenti rispettivamente delle forme dell'Africa Occidentale e Orientale. I parassiti, a loro volta, vengono inoculati nell'uomo con la puntura della mosca tze-tze (genere Glossina). La mosca è di dimensioni all'incirca doppie rispetto a quelle di una mosca comune ed è riconoscibile per il modo in cui piega le ali a forbice quando si posa.

 

Glossina spp

SINTOMI

La malattia ha due stadi. Nel primo, che può durare fino ad alcuni mesi, il parassita si diffonde nei linfonodi del collo e si ha febbre intermittente, ingrossamento della ghiandola del collo, del fegato e della milza, ascessi, edemi locali (gonfiori causati dall'eccesso di acqua trattenuta nei tessuti).
Se non è curata, la malattia entra nel secondo stadio che può durare anche alcuni mesi. Il parassita si diffonde nel cervello, dove inizia a distruggere grandi quantità di cellule, mentre altre vengono distrutte dalla stessa reazione immunitaria dell'organismo, per eliminare quelle attaccate.

Schematizzazione del Trypanosoma Gambiense. (Enc. Medica Utet)

Si ha così una forma di encefalite letargica, con tremori e soprattutto una sonnolenza sempre più profonda, che nel tempo si trasforma in vero e proprio coma.

DIFFUSIONE

Si calcola che circa 50 milioni di persone siano a rischio di malattia. Vengono segnalati circa 20.000 casi all'anno. Il rischio di infezione è comunque scarso e limitato a zone che sono solo una piccola parte di quelle infettate dalla mosca tze-tze. Le mosche si trovano solo a sud del Sahara, ma la malattia è responsabile della assenza di cavalli e bovini in vaste zone dell'Africa centrale e specialmente nella Tanzania centrale e orientale.
Le due forme della malattia sono epidemiologicamente differenti. La tripanosomiasi dell'Africa Orientale è distribuita nella savana e nelle regioni boschive. Serbatoio dell'infezione sono animali quali l'antilope che tollerano il parassita. La tripanosomiasi dell'Africa Occidentale è trasmessa nelle regioni di foreste e di bosco in prossimità di fiumi.
La malattia ha una distribuzione geografica molto irregolare. Si è assistito ad una risorgenza della malattia a partire dalla metà degli anni '90 soprattutto a causa della instabilità politica ed economica che hanno portato ad una riduzione delle attività di sorveglianza e di prevenzione da parte dei paesi endemici.


I maggiori focolai endemici si sono recentemente verificati in Sudan, in Chad, in Costa d'Avorio, nella Repubblica Centro Africana e Repubblica del Congo. In questi paesi il numero di casi è tornato ai livelli storici dell'inizio del secolo. Nel Sudan il numero di casi è aumentato nell'ultimo decennio di 50 volte. Anche in Angola il numero di casi è aumentato in modo considerevole negli anni '90.
La malattia sembra rara tra i viaggiatori, tuttavia negli ultimi anni si sono registrati più casi rispetto al passato (7 nuovi casi per anno negli Usa) e la malattia deve essere considerata nei viaggiatori provenienti dalle zone di endemia.

Figura adattata e ridisegnata da: a) Epidemiology and Control of African Trypanosomiasis, Report of a WHO Expert Committee, Technical Report series, No 739, 1986; b) Trypanosomiasis Weekly Epidemiological Report, 1990, 50, 388-391.)

 

TERAPIA

La diagnosi di certezza si basa sulla ricerca del parassita nel sangue o degli anticorpi nel siero. La malattia, se non trattata (con suramina), è mortale; la cura è possibile solo al primo stadio.

PROFILASSI

Non esistono vaccini, si usa pentamidina per i soggetti a rischio. La sola misura profilattica possibile è la sottrazione dalla possibilità d'incontro col vettore. Bisognerebbe evitare le zone di alta endemia. Se sono indispensabili soggiorni bisogna ricorrere a dei repellenti per le mosche.

PROTEZIONE

Per proteggersi dagli insetti nocivi e vettori di malattie infettive è possibile ricorrere a farmaci e a precauzioni.