EPATITE
origine - sintomi - terapia - evoluzione - trasmissione - intervista -  prevenzione

ORIGINE

L’epatite virale è una malattia diffusa in tutto il mondo e i virus responsabili oggi conosciuti sono numerosi e alcuni di loro sono in grado di provocare gravi forme croniche. I virus epatici vengono indicati con le lettere dell’alfabeto dalla A alla G e presentano differenze già dalla modalità di trasmissione. Mentre i virus della forma A vengono introdotti con alimenti contaminati, le forme B, C, D, E sono trasmesse con trasfusioni di sangue, punture accidentali, uso di siringhe in comune, da sangue infetto da madre a figlio e da rapporti sessuali non protetti.

 

Virus epatite B fotografie da Science Photo Library/Neri

SINTOMI

I sintomi classici sono sensazione di malessere, stanchezza, febbre, nausea, ittero, prurito, perdita di appetito (anoressia) e feci chiare o biancastre. Nei casi più gravi si manifestano emorragie, coma epatico.

TERAPIA

Nelle forme acute di solito non sono richiesti importanti interventi terapeutici, ma un periodo di riposo e una dieta, almeno per i primi periodi. La dieta dovrà essere ricca di zuccheri, ma non priva di grassi.

EVOLUZIONE

Tra le epatiti ci sono anche diversi periodi di incubazione: è breve per l’epatite A, 20-60 giorni, mentre per l’epatite B e C i sintomi possono non manifestarsi per mesi. Dopo il contagio il virus si moltiplica nelle cellule epatiche e si sviluppa l'infezione. Queste cellule vengono successivamente distrutte non dal virus, ma da cellule immunitarie dei linfociti, che, riconoscendo gli epatociti infetti, provvedono così alla loro eliminazione.
Al contrario dell'epatite A, della quale si conosce solo la forma acuta, l'epatite B si può cronicizzare ed è una delle cause più frequenti di cirrosi epatica e cancro del fegato. Le forme fulminanti dell'epatite B possono evolvere verso una severa insufficienza epatica con necessità di trapianto di fegato.

TRASMISSIONE

 

INTERVISTA
ad una persona che è stata affetta dall'epatite A

- Come l’hai presa?
Probabilmente mangiando le cozze, oppure bevendo acqua da una fontana in montagna.
- Quanto tempo hai impiegato per capire che eri affetta dall’epatite A?
Sono passati circa tre mesi.
- Come hai fatto a capire che avevi l’epatite? Quali sintomi?
Per via della temperatura corporea alterata (37,5°), spossatezza e ingiallimento degli occhi.
- In che modo il medico è intervenuto?
Con un ricovero ospedaliero di 7 giorni.
- Come se ne sono accorti i medici? Come l’hanno capito?
Da un esame del sangue dal quale hanno riscontrato le transaminasi (valori legati al fegato) alterate.
- Come ti hanno curato?
Mi hanno curato con dei farmaci sintomatici.
- Dopo il ricovero come hai proseguito la terapia?
Non ho preso nessun farmaco, ho fatto tanto riposo e l’analisi del sangue dopo un mese.
- Ci sono state precauzioni da tenere?
Si, l’igiene e un esame del sangue di tutti i famigliari per controllare un eventuale contagio.
- Hai contagiato qualcuno?
No, nessuno.
- Ti ha lasciato delle tracce questa malattia?
No, nessuna conseguenza.

PREVENZIONE

Per l'epatite A occorre evitare cibi che possono essere contaminati, esempio le cozze. Per l'epatite B occorre evitare i contatti di sangue o liquidi biologici infetti. L'antigene del virus dell'epatite B che costituisce il vaccino, veniva ottenuto dal sangue di soggetti portatori del virus. Oggi si ottiene esclusivamente selezionando antigeni purificati del virus.