La febbre di Ebola
origine - sintomi - diffusione - terapia - prevenzione - ultime notizie 

ORIGINE

E' una malattia causata dall'Ebola virus, che si è manifestata per la prima volta in Congo nel 1976. Colpisce gli uomini e i primati. E' probabilmente una zoonosi, cioè una malattia con un serbatoio animale, una circolazione animale (primati e scimmie) e un coinvolgimento dell'uomo in particolari circostanze. C'e contagio diretto tra gli uomini in caso di epidemia e trasmissione per contatto con animali infetti

 

fotografie da Science Photo Library/Neri

Sintomi

Dopo un periodo di incubazione che può arrivare fino a 21 giorni, la malattia si manifesta con rapida insorgenza di febbre, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, in seguito diarrea, vomito, eruzione sulla pelle, emorragie, complicazioni a carico dei reni e del fegato.

Diffusione

Tutti i casi di febbre di Ebola sono stati riconosciuti in Africa: Sudan occidentale (nel 1976), Congo (1976, 1979, 1995, 2000), Zaire (1976), Costa d'Avorio, Gabon (1996)e Uganda.
In Uganda tra il mese di ottobre 2000 e il gennaio del 2001 durante un epidemia vennero identificati 425 casi presunti, con 224 morti: 93% a Gulu, 6% a Masindi, 1% a Mbarara.

Terapia

Non esiste una cura efficace, né un vaccino specifico, nonostante gli sforzi della ricerca. L'unico risultato positivo è stato ottenuto da un gruppo di scienziati che ha prodotto un vaccino che protegge le scimmie Macaco dall'Ebola e quattro macachi vaccinati sono sopravvissuti a un'iniezione del ceppo più virulento.

Prevenzione

Bisogna evitare i contatti con primati, e in caso di epidemia devono essere utilizzate le misure di protezione individuale (mascherina, guanti, occhiali, camici), in occasione di contatto con malati accertati o sospetti.

 

Da ‘Repubblica’ del 14 febbaio 2003

Ebola fa strage in Congo, 51 morti’

Nella regione a nord-ovest del Congo è scoppiata una nuova epidemia di Ebola, che ha fatto, fino ad oggi, 51 morti. I primi casi risalgono a metà gennaio quando le autorità cominciarono a sospettare che la terribile febbre emorragica fosse tornata a colpire.
Il Ministro della Sanità ha confermato l’ipotesi del contagio di alcuni abitanti della foresta, che avrebbero mangiato carne di gorilla trovati morti: le analisi hanno accertato che questi animali erano portatori del virus Ebola.
Ora le autorità temono che la malattia si diffonda in altre zone del Paese e, per questo, sono già state messe in quarantena 142 persone entrate in contatto con gli ammalati o i morti per Ebola.
Per prevenire nuovi rischi il Governo ha vietato spostamenti di popolazione da un villaggio all’altro.
E’ iniziata una campagna di prevenzione con stazioni radio ed esperti dell’OMS , ma alcune popolazioni boicottano queste iniziative e fuggono appena vedono personale sanitario,perché credono che Ebola sia il risultato di un cattivo sortilegio.

Da ‘Repubblica’ del 1 marzo 2003
Nella foresta il virus fantasma: qui Ebola uccide l’Africa’

Nella Repubblica del Congo, l’epidemia dell’Ebola continua a uccide e le vittime nel distretto di Kellè sono già 85, in quello vicino di Mbomo 11.Queste zone sono state isolate da un cordone sanitario per impedire che il contagio si estenda fino a d arrivare alla capitale Brazzaville.
L’equipe dei medici dell’OMS, giunta fino qui, crede di avere individuato il paziente zero,Mako che, per primo ha trovato nella foresta il cadavere di un gorilla infetto, l’ha toccato per scuoiarlo e procurarsi la carne: è stato contagiato ed è morto ieri.
La gente non crede al progresso che è stato spesso sintomo di miseria e violenza e non crede neanche che la febbre emorragica sia provocata da Ebola, ma ritiene che sia dovuta alla magia.
La popolazione locale non crede soprattutto nelle strutture sanitarie perché ha smesso di avere fiducia nelle autorità, nell’uomo bianco, quindi fugge quando vede un medico e preferisce affidarsi allo stregone, che interviene aggravando la situazione con profondi tagli alle braccia: questi salassi facilitano la trasmissione del virus.
I bantu nascondono nelle capanne i malati e lo stesso fanno coi morti, che lavano prima di seppellirli: è una cerimonia da evitare nel caso dell’Ebola perché il corpo, anche dopo la morte, trasmette il virus.
I medici, nelle zone non entrano nelle capanne che sono buie e non permettono di vedere bene, così potrebbe capitare di trovarsi tra le braccia un malato di Ebola. Un'altra precauzione da osservare è quella di evitare di stringere la mano che viene tesa: il contagio infatti avviene per contatto diretto (oltre a quello con abiti e biancheria infetta o attraverso cibi infetti).
I medici possono fare ben poco per alleviare le sofferenze dei malati ma sono molto interessati a scoprire i segreti di questa malattia: s’ignora quale sia il serbatoio naturale, l’essere vivente dove il virus si nasconde tra un’epidemia e l’altra. Su questa creatura resistente al morbo si fanno solo ipotesi: potrebbe essere un insetto, una pianta, un roditore e qualcuno pensa anche ai pipistrelli perché si trovano sempre sui luoghi delle epidemie. Un altro problema riguarda le cause che scatenano il contagio: forse il caldo o la pioggia.
I morti per Ebola sono, dal 1976 ad oggi, mille, pochi rispetto ai milioni di morti per Aids, ma questa malattia spaventa di più perché proviene dal mondo primordiale della foresta e uccide in modo cruento e a velocità fulminante.