AMERICA CENTRO MERIDIONALE
morfologia - popolazione - economia - precarietà economica e politica
il destino degli indios - il futuro della foresta amazzonica
riflettiamo - malattie

MORFOLOGIA

Il Rio Grande è il fiume che divide gli Stati Uniti dal Messico, ma in realtà è più di un fiume qualsiasi; infatti esso separa due mondi economici e sociali: a nord l’America anglosassone, a sud l’America Latina. Questo ultimo nome deriva dal fatto che questa terra è stata in gran parte colonizzata da Spagnoli e Portoghesi. I diversi paesi latinoamericani appartengono, pur con qualche differenza fra loro, all’area del terzo mondo.
Dal punto di vista morfologico, la struttura dell’America Meridionale ricalca quella dell’America Settentrionale.
A Ovest la Catena montuosa delle Ande si allunga per 7.000 Km. ed è la prosecuzione naturale delle Montagne Rocciose, al centro, nell’Amazzonia, un vasto bassopiano di origine sedimentaria; a est si elevano il massiccio della Guyana e l’Altopiano del Brasile che, nella sua parte più interna prende il nome di Mato Grosso. All’estremo sud vi è l’altopiano della Patagonia.
E’ una terra ricca di fiumi, dall’Orinoco a nord che attraversa la savana, al bacino del Paraguay-Paranà che forma la pianura del Gran Chaco, al bacino del Rio delle Amazzoni che abbraccia una superficie di 7.000.000 di Km2.

Il Rio delle Amazzoni raccoglie le acque di questa enorme regione con 1.500 affluenti e subaffluenti. L’America del Nord è collegata a quella del sud da un Istmo naturale che, dal Messico alla Columbia costituisce l’America Centrale e che, nella sua parte più stretta e meridionale prende il nome dello stato omonimo di Panama. Bagnata sia dall’Oceano Atlantico che dal Pacifico, questa regione ha coste frastagliate e diverse isole raggruppate in arcipelaghi, i più significativi dei quali sono le Grandi e Piccole Antille.

L’America centrale è una terra montuosa e prevalentemente arida, ma con presenza

I climi e i paesaggi dell’America Latina AA.VV. Il villaggio Globale Ed. Lattes

anche di zone con folta vegetazione tropicale; è da sottolineare il fatto che qui si trovano ancora numerosi vulcani attivi.
Con un’estensione che va dai 20° di latitudine Nord, ai 50° di latitudine Sud, l’America Centro- Meridionale presenta un’ampia varietà di climi, dovuti oltre che all’estensione in longitudine, anche dall’altitudine dei territori, dalla presenza di zone aride o dai grandi fiumi.
Il paesaggio della savana ospita felini, rettili, insetti; la foresta amazzonica e le foreste pluviali offrono rifugio a un’infinita varietà di uccelli, scimmie, rettili; a sud, nelle zone temperate, dove si allargano le vaste praterie, oltre all’allevamento dei bovini, troviamo il lama, l’alpaca e altri mammiferi pregiati per la loro lana.
All’estremo sud, dove Capo Horne fronteggia l’Antartide, nella Terra del Fuoco, si trovano foche, otarie, elefanti marini e pinguini.
 

La popolazione

Prima dell’arrivo degli Europei, nell’America latina vivevano circa 7 milioni di persone; gli abitanti, dediti in genere alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei, avevano bisogno di grandi spazi. Le maggiori concentrazioni erano quelle dei popoli dediti all’agricoltura, come gli Aztechi, i Maya e gli Incas. Queste civiltà furono travolte rapidamente e, nel giro di pochi secoli, la composizione etnica dell’America latina fu profondamente modificata.

L’America Latina si presenta come un mosaico di razze. AA.VV., Il villaggio Globale, Ed. Lattes

 

 

Soltanto nel bacino amazzonico e nella regione andina la popolazione indigena ha conservato i suoi caratteri originari, ma milioni di Indios sono stati sterminati, dopo l’arrivo degli Europei, dalle guerre, dai lavori massacranti che venivano loro imposti e dalle malattie portate dai conquistatori. Oggi la maggioranza della popolazione latino-americana è formata da individui di razza mista: meticci (nati dall’unione di bianchi e indios) e zambos (nati dall’unione fra indios e neri). Mulatti sono diffusi soprattutto nella regione caraibica e in Brasile.

 

Città del Messico, la più grande, caotica, inquinata metropoli del mondo AA.VV. Il villaggio Globale Ed. Lattes

 

L’incremento demografico della regione è altissimo: dai 40 milioni dell’inizio del 1900, si è passati ai 120 milioni del 1950 e ai circa 500 milioni della fine del secolo: in nessuna altra parte del mondo il ritmo di crescita è altrettanto rapido. La zona caraibica è la più fittamente abitata, con la maggioranza della popolazione che vive ai limiti della sopravvivenza coltivando un terreno sempre meno fertile ed eroso dai vulcani. L’America Meridionale, essendo più estesa e con parte del territorio inabitabile, è meno densamente popolata, ma fra i due territori vi sono molti aspetti in comune: la diffusione dei villaggi rurali, la crescita caotica delle poche metropoli, la pesante disuguaglianza sociale, la fragilità dell’economia e la precarietà della situazione politica di questi Paesi.

Nelle enormi Bidonvilles che circondano le grandi città si addensa la popolazione che fugge dalle campagne. Corbellino,  Il Marcopolo, Ed. Marietti.

 

Economia

L’economia dell’America Centrale è arretrata, negli stati più poveri le risorse appartengono a poche grandi famiglie, nelle cui mani si concentra la maggior parte della ricchezza. L’agricoltura, soprattutto quella di piantagione, svolge ancora un ruolo primario. I prodotti, canna da zucchero, caffè, banane, noci di cocco, sono destinati, per la maggior parte, all’esportazione poiché queste attività sono per lo più controllate da imprese straniere. Lo stesso avviene per le attività industriali (attive quasi solo in Messico) e turistiche, settori in gran parte controllati da imprese straniere.

 

Un aspetto dell’altopiano brasiliano rivestito da un’arida savana steppica che consente solamente la pratica dell’allevamento. Corbellino, Il Marcopolo Ed. Marietti

 

Nell’America del Sud lo sfruttamento minerario occupa un posto importante nell’economia. Lo sfruttamento iniziale dell’oro e dell’argento ha lasciato il posto a quello dello stagno, del rame, del ferro, della bauxite, del nichel e di altri minerali. Un’importanza particolare riveste il petrolio, grande speranza e pilastro dell’economia di alcuni stati, tra cui il Venezuela, il Messico, l’Ecuador. Anche qui, però, le multinazionali straniere hanno praticamente la gestione delle attività estrattive, quindi raramente la ricchezza del sottosuolo si traduce in vantaggio per le popolazioni di queste terre.
 

Miniera di rame a cielo aperto a Chuquicamata in Cile. AA.VV., Geobase, Ed. Garzanti Scuola.

 

 

Nel settore terziario sta assumendo una certa importanza il turismo. L’area più interessata è quella del Mar dei Carabi: le Antille sono una delle mete più richieste dai turisti occidentali per la bellezza dei paesaggi, ma, purtroppo anche per la disponibilità delle giovani donne attratte dalla ricchezza degli ospiti stranieri.

 

Il Viale dei morti e la Piramide del sole a Teotihuacàu in Messico. AA.VV., Il villaggio Globale, Ed. Lattes.

Precarietà economica e politica

La maggior parte dei Paesi dell’America Centrale e Meridionale è accomunata da situazioni di forte instabilità politica che si riflette nella precarietà dell’economia e nei marcati squilibri sociali.
Guatemala, Ecuador, Guyana, Suriname, Paraguay scontano ancora oggi le divisioni e i rancori prodotti da decenni di scontri e da una pesante arretratezza e povertà. Anche due paesi importanti come il Brasile e l’Argentina, devono affrontare molti problemi che vanno dalla pessima distribuzione della ricchezza, alla miseria troppo diffusa, alla

La scritta su un muro di un quartiere popolare di Lima (perché siamo poveri se in Perù c’è tanta ricchezza?) sintetizza la condizione degli stati dell’America Latina. Corbellino, Il Marcopolo, Ed. Marietti.

criminalità delle metropoli, ai problemi recenti dovuti alle contraddizioni portate dall’arrivo di capitali  stranieri in realtà ancora economicamente immature.

 

La povertà, molto diffusa, è resa ancor più insopportabile dal forte squilibrio esistente tra le diverse classi : esigue minoranze controllano gran parte dei terreni agricoli, vivono in ville e quartieri residenziali e dispongono di redditi molto elevati. Di contro, la maggior parte della popolazione vive in case fatiscenti o in baracche e, spesso, non ha cibo sufficiente per sfamarsi. La situazione di instabilità economica finisce inevitabilmente per generare tensioni sociali che non di rado sfociano in manifestazioni antigovernative e in movimenti di guerriglia.

 

Indios messicani dell’esercito zapatista di liberazione nazionale nella foresta del Chapas (Messico). AA.VV., Geobase, Ed. Garzanti Scuola

 

Quando il potere si mostra incapace di risolvere i problemi, la dittatura finisce per sembrare la soluzione più rapida anche ai Paesi occidentali che hanno investimenti economici enormi in questa zona del mondo. Le dittature che si sono alternate nella Regione hanno imposto l’ordine attraverso metodi repressivi e crudeli, costati migliaia di vittime, e l’abolizione dei diritti umani e civili .

In Argentina, ad esempio, un regime militare, dalla fine degli anni settanta, è divenuto tristemente famoso per le migliaia di desaparesidos, uomini e donne dell’opposizione politica fatti sparire e della cui sorte non si è saputo più nulla.

Dal 1983 i governi democratici hanno tentato di superare i persistenti problemi sociali ed economici, ma nell’ultimo anno, le conseguenze di sbagliate politiche economiche, della corruzione dei governi hanno prodotto una crisi gravissima che ha portato il Paese al collasso e non appare di facile soluzione.

In Colombia, le potenzialità di sviluppo del paese sono frenate dall’instabilità politica creata dai narcotrafficanti, organizzati in "cartelli" (associazioni di tipo mafioso per la raffinazione e il commercio della droga ). La coltivazione delle piante di coca e papavero, da cui si ricavano cocaina ed eroina, rappresentano le attività prevalenti di molti campesinos. Gli elevati profitti realizzati dai narcotrafficanti consentono loro di possedere terreni, banche, società finanziarie, fabbriche e linee aeree.

 I "cartelli" della droga costituiscono una specie di stato nello Stato che si contrappone in modo violento (decine di migliaia di morti, rapimenti, anche di operatori umanitari, massacri di contadini) al potere governativo, che tenta di ripristinare la legalità anche con l’aiuto della comunità internazionale.

L’Ecuador è soggetto a ripetute crisi economiche e politiche: l’ultima di queste, per la rivendicazione sui confini con il Perù, si è chiusa nel 1999. Il Paese vive una situazione di instabilità per i continui ribassi del prezzo del petrolio, cui si sono aggiunti i danni provocati dal Niño alle coltivazioni della pianura costiera, e la forte svalutazione della moneta. Le dure misure economiche prese dal governo hanno provocato la sollevazione della popolazione e un tentativo di golpe all’inizio del 2000.

La storia del Nicaragua è stata molto travagliata: dopo quarant'anni di dittatura della famiglia Somoza, è seguito un regime di ispirazione marxista che ha portato alla guerra civile e all’embargo statunitense. Oggi, dopo la pacificazione nazionale, il Paese continua ad essere turbato da episodi di guerriglia da parte degli Indios della regione di Miskita, i quali rivendicano l’autonomia, e l’instabilità non aiuta la rinascita economica del Paese, nonostante la rimozione dell’embargo e la concessione di aiuti internazionali, per cui circa il 50% della popolazione vive in condizioni di povertà.

La storia del Guatemala , nella seconda metà del 1900, è esemplificativa del dramma vissuto da buona parte dei Paesi dell’America Latina. Dal 1960 al 1996 il Guatemala è stato governato da spietate dittature militari e dilaniato dalle azioni dei movimenti di guerriglia. La lotta armata, alimentata dalla miseria, non è ancora cessata. L’economia resta quasi esclusivamente in mano ai latifondisti o alle multinazionali che esportano i prodotti delle piantagioni di banane, caffè e canna da zucchero.

APPROFONDIMENTI

Il destino degli Indios

Al tempo della loro scoperta, si suppone che nella Foresta Amazzonica vi fossero sparsi dai due ai cinque milioni di Indios, oggi, in Brasile, ne sopravvivono circa 250.000, suddivisi in duecento gruppi etnici. Rischiano l’estinzione perché molti si lasciano morire di fame o compiono suicidi di massa per non abbandonare la loro terra o le loro tradizioni, altri vengono uccisi dai colonizzatori senza scrupoli che cercano oro nella foresta. Quelli che sopravvivono, vedono la propria cultura soprafatta dall’invadenza dei bianchi che spingono i giovani indios ad abbracciare usi e costumi profondamente diversi dalla tradizione. La costituzione brasiliana ha finalmente riconosciuto il loro diritto a conservare la propria organizzazione sociale, le tradizioni e i diritti originali delle terre che occupano. Lo Stato ufficialmente tutela alcuni territori trasformati in riserve naturali, ma il potere delle multinazionali che sfruttano la foresta continua a mettere in grave rischio la sopravvivenza delle tribù indigene.

Fanciulli della tribù india Wau-Wau che fanno il bagno. Mezzetti, L’iperlibro di geografia, Ed. La Nuova Italia

 

 

Uno dei gruppi più numerosi è costituito dagli Indios Yanomami; questi guerrieri vivono nella foresta tra il Venezuela e il Brasile e la loro cultura è ancora integra, ma sfortunatamente il loro territorio è ricco di oro e diamanti per cui i bianchi che vogliono sfruttare le miniere stanno cercando di cacciarli dalla loro terra.
Un’altra comunità, quella degli Tupis è migrata in Guyana per sfuggire allo sterminio.

 

Che ne sarà di loro dopo la deforestazione?
Mezzetti, L’iperlibro di geografia, Ed. La Nuova Italia

 

Il futuro della Foresta Amazzonica

Oggi l’Amazzonia sta vivendo un nuovo ciclo di trasformazioni. Dopo l’apertura della strada transamazzonica che taglia la foresta da est ad ovest, il Brasile si è lanciato nell’impresa di colonizzare vaste aree.
I Brasiliani sperano così di far fronte ai gravi problemi dovuti al sovraffollamento delle città costiere e alla povertà delle aree nordorientali.
 

 

La Rôndonia che trasforma la Foresta Amazzonica: la strada BR – 429 attraversa aree di riserva raggiungendo il confine con la Bolivia. Mezzetti, L’iperlibro di geografia, Ed. La Nuova Italia

 

Migliaia di colonizzatori, provenienti dalle sovrappopolate città, si recano in questi luoghi selvaggi per cominciare a dissodare la foresta vergine e ricavarne spazio per le loro fattorie o per piccoli appezzamenti di terra.
Non tutti gli emigrati, però, sono interessati alla coltivazione; infatti, sono state trovate rocce aurifere che hanno richiamato migliaia di poveretti i quali, per estrarre facilmente l’oro dai minerali, utilizzano il mercurio, un agente molto inquinante, che attraverso le falde acquifere, ha spesso avvelenato e avvelena tuttora il corso dei fiumi.

Effetti della colonizzazione nelle aree deforestate dell’Amazzonia. (Mezzetti L’iperlibro di geografia. Ed. La Nuova Italia)

 

Molti studiosi di ecologia hanno mosso aspre critiche a questa operazione che sta frammentando il vasto ecosistema amazzonico; di fronte alle critiche sempre più aspre, il governo del Brasile sembra aver iniziato una politica più attenta alle esigenze ambientali, in modo da proteggere le riserve degli Indios e le aree ancora intatte della grande foresta. Se questa nuova politica non avrà successo, la Rôdania avrà provocato un vero disastro ecologico.

Foresta Amazzonica: cercatori d’oro setacciano la sabbia in cerca di pepite. (Mezzetti. L’Iperlibro di geografia. La Nuova Italia)

 

TABELLA DEI DATI STATISTICI ECONOMICI E SOCIALI DELL’ AMERICA CENTRO – MERIDIONALE
( dati estratti da Guida del Mondo – ed. EMI)

Stati

Indice di Gini*

Disoccupati

%

Terreno

Utile %

Dipendenza

Aliment.. %

p.n.l.

pro

capite

Inflazione

90-98 %

Acqua

Potabile

Servizi

igienici

Alfabeti

%

Frequenza

Scuola el. %

Mortalità Materna su

100.000

Mortalità

Infantile

Su 100.000

Aids Su

100.000

TBC Su

100.000

Malaria Su

100.000

Speranza

di vita

Medici Su

100.000

Guatemala

59,6

¿

12,2

13

4070

11,4

68

85

65

84

190

45

17,9

34,1

236

64

90

El Salvador

52,3

8

26,9

17

1850

8,9

66

83

76

77

160

35

¿

¿

¿

69

91

Costarica

47

5,7

5,6

13

2770

17,6

96

96

95

90

29

13

?

?

?

76

126

Bolivia

42

4,2

9

9

2820

9,9

80

66

82

71

390

64

2

134,3

618

62

51

Brasile

60

6,9

4,9

9

6070

347

76

72

83

71

160

34

69,4

54

350

67

134

Messico

53,7

3,5

27,8

6

8190

19,5

85

73

89

86

48

28

34,3

11,7

8

72

107

Uruguay

42,3

10,2

7,1

10

6070

40,5

¿

95

97

98

21

15

¿

¿

¿

74

¿

Nicaragua

50,3

¿

8,5

14

1242

45,5

78

¿

66

51

150

38

¿

¿

¿

68

82

Paraguai

59,1

8,2

5,4

21

1760

14,6

60

95

92

78

190

27

¿

¿

¿

70

67

Honduras

53,7

¿

¿

18

740

20,6

78

77

70

111

228

33

¿

¿

¿

70

22

Perù

46,2

¿

9

14

4680

33,7

67

76

88

91

270

42

24,5

174,3

805

68

73

Venezuela

48,8

10,3

3,9

16

8190

49

79

74

91

89

65

20

30,4

25

73

73

194

Ecuador

47,3

9,2

5,7

9

4630

32

68

59

88

85

160

30

5,2

54,1

155

70

111

Cile

56,5

¿

5,3

7

12890

9,3

91

97

95

100

23

11

13,4

13,4

¿

75

108

Colombia

57,1

12,1

3,4

11

7250

¿

85

¿

90

118

80

25

21,5

24,7

¿

71

105

Argentina

?

27

9

5

10200

?

71

?

96

113

38

19

?

?

3

73

268

Stati Uniti

40,8

4,9

18,9

5

29240

1,9

73

?

99

102

8

7

225,3

7,9

0

77

245

Italia

27,3

12,5

30

11

20090

2,5

?

?

98

99

7

5

71,5

7,2

0

78

?

* Indice di Gini: valori da 0 a 100. Quando è pari a 0 indica che ogni membro della popolazione percepisce uguale reddito. Il valore 100 indica che un solo membro della popolazione percepisce tutto il reddito prodotto nello Stato.

▲ Indica un dato negativo

▲ Indica un dato positivo

I dati relativi ai Paesi del Sud del mondo, che ci arrivano dalle Organizzazioni umanitarie e dall’ONU, sono emblematici e, ad un tempo, spaventosi:

Il problema del debito con i Paesi industrializzati è una piaga che tormenta e aggrava la situazione di molti Paesi poveri; in seguito a campagne di sensibilizzazione, promosse da varie componenti della società civile e religiosa, alcuni Stati hanno iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di risolvere il problema: l’Italia ha deciso, ad esempio, di azzerare il proprio credito ai vari Paesi, fra i quali la Bolivia.

Come si è giunti a questa situazione?

Negli anni ’70 i profitti del commercio del petrolio finirono, tramite banche Internazionali, col finanziare a tasso agevolato i Paesi del Sud del Mondo (in particolare quelli che apparivano in via di sviluppo), spesso governati da dittature corrotte e violente che intascavano i finanziamenti, li riciclavano, a volte con la complicità delle stesse banche (governi?) prestatrici, oppure li convertivano in armi.

Quando, alla fine degli anni ’70, a seguito di una crisi petrolifera, il petrodollaro aumentò a dismisura il suo valore, i debiti, acquisiti spesso con questa valuta, lievitarono enormemente: da allora si è instaurata una corsa al rialzo inarrestabile.

L’America Latina, da questo punto di vista, è emblematica: i soldi prestati ai governi sudamericani sono fuoriusciti, con la complicità delle grandi banche prestatrici, dai Paesi e sono finiti sui conti esteri dei pochi abitanti ricchi. Si parla di un furto legalizzato di enormi proporzioni:

40% del prestito al Messico;

84% del prestito all’Argentina ( di cui tutti conosciamo la gravità delle conseguenze );

167% del prestito al Venezuela.

Se dopo trent’anni di aiuti questi Paesi sono più poveri di prima, è evidente che il vecchio sistema dei prestiti internazionali non ha funzionato.
Per il futuro, si tratta quindi, non solo di azzerare il debito, primo passo per liberare i governi da una trappola senza sbocchi, ma anche di operare con garanzie di trasparenza, democrazia, buon governo da entrambe le parti affinché possiamo sperare di sconfiggere la povertà, la fame, le malattie.

Argentina: i dati dell’emergenza dopo l’ultima grave crisi che ha colpito il paese. (La Repubblica)

 

 

Argentina. Un bambino ridotto in fin di vita dalla fame. (La Repubblica)

 

 

 

 


Riflettiamo

Affrontando questo lavoro, ci siamo convinti che l’America Latina possa essere definita un Paese povero, ma, nello stesso tempo, ricco: povero dal punto di vista igienico, alimentare e sanitario, ricco però di materie prime di varia natura, anche se queste non sono distribuite su tutto il territorio.

L’agricoltura di questi Paesi spiega bene la situazione: essendo quasi completamente controllata dalle Multinazionali che sfruttano immensi territori (come la Foresta Amazzonica, ma non solo), si producono monoculture che vengono esportate e i cui profitti non ricadono sulle popolazioni. Agli abitanti resta pochissimo da mangiare, però devono lavorare in cambio di salari bassissimi, in condizioni di semischiavitù.

Noi pensiamo che a chiunque piaccia essere rispettato e valorizzato come uomo nella sua interezza; invece gli uomini, nei Paesi dell’America Latina, secondo noi, sono altamente sfruttati e poco ripagati.

Il Dottor Poddie ci ha confermato che la scarsa alimentazione, la mancanza di acqua potabile, e quindi di igiene, sono le principali cause delle numerose malattie presenti in questi luoghi.

Il Dottor Poddie è di Ravenna ed è venuto ad illustrarci la situazione del Guatemala, un Paese piccolissimo dell’America Centrale, dove egli si è recato per collaborare al Progetto Rekko 7 di Torino, un’Organizzazione che ha costruito ospedali, addestrato personale medico, fornito attrezzature e medicine. Ci siamo così resi conto che in questi luoghi c’è un’altissima mortalità proprio per la situazione di povertà e degrado ambientale: alcune malattie che in Italia si curano senza problemi, nel 3° Mondo causano la morte di moltissimi uomini e donne, ma soprattutto bambini, i più piccoli che non hanno ancora gli anticorpi.

I dati sulla mortalità infantile, infatti, sono altissimi rispetto ai Paesi del Nord del mondo.

Riflettendo, noi abbiamo tratto la conclusione che questi Paesi hanno un enorme bisogno, quindi pensiamo che i "soldi" spesi per fare un’eventuale guerra, o per tutte le guerre che già ci sono, si potrebbero invece investire per costruire ospedali, comprare attrezzature, medicinali e vaccini per combattere quelle malattie che per queste popolazioni sono, purtroppo, mortali.

Ci siamo resi conto che questi argomenti sono a volte poco piacevoli e tristi, ma a noi piace sapere anche le cose che non ci riguardano direttamente.

Questa esperienza ci ha coinvolto e ci ha interessato tantissimo perché abbiamo approfondito molto tutti i vari argomenti che abbiamo trattato, e lo abbiamo fatto con molta serietà.

Andrea

Daniel

Francesco F.

Francesco P.

Marco

Raffaele

 

L’America Centro Meridionale è un Paese caratterizzato spesso da una scarsa fertilità del terreno (vulcanico) e colpito da fenomeni naturali devastanti, come terremoti e alluvioni, ma questo non basta a spigare la situazione di grande povertà in cui vivono le popolazioni.
Il Dottor Poddie, che è venuto da Ravenna per mostrarci le diapositive e un filmato sul Guatemala, ci ha fatto capire meglio cosa significa "povertà": i bambini sono costretti a compiere chilometri e chilometri a piedi ogni giorno per lavorare o prendere l’acqua, lo sfruttamento del lavoro minorile è altissimo, così come la mortalità materna. Il PIL pro capite è bassissimo rispetto all’Italia e agli USA, la speranza di vita è molto più bassa rispetto alla nostra, l’istruzione è limitata ai primi anni di scuola perché dopo i bambini debbono lavorare.
Il lavoro minorile ci ha colpito molto: abbiamo visto bambini anche piccoli portare pesi enormi che, ci ha spiegato il Dottor Poddie, rovinano la schiena e provocano malattie allo scheletro in età adulta.

Dati sulla presenza di encefaliti da morbillo dopo la campagna di vaccinazioni sulla popolazione infantile. (Enc. Medica Utet)

Abbiamo visto giovani e adulti che si ubriacano e dormono sulla strada perché non sanno cosa fare; abbiamo osservato le loro abitazioni, spesso capanne di lamiera col bagno fuori e in comune, che diventano caldissime d’estate e molto fredde in inverno. Le strade non sono asfaltate, nemmeno quelle principali, anzi, sono strette e difficili da percorrere quando piove perché diventano come torrenti.
E’ normale che in questa situazione ci siano tante malattie ed epidemie: malaria, colera, malattie intestinali, poliomielite…Queste popolazioni hanno pochissimi centri di soccorso sanitario, poco personale medico, pochissime medicine e attrezzature. Noi stimiamo moltissimo, perciò, le persone come il Dottor Poddie che vanno ad aiutare queste popolazioni costruendo ospedali, o anche solo dando quel contributo che risolleva questa gente dalla loro condizione pessima. Secondo noi, la situazione dell’America Latina dovrebbe essere conosciuta e compresa meglio dalle persone di tutto il mondo, per poter riuscire ad aiutare le popolazioni che vi abitano: andrebbero forniti loro cibo, servizi, medicine per curare le malattie. Ci sembra intollerabile che, mentre noi viviamo in tantissimi lussi, loro abbiano pochissimi soldi e debbano lavorare per stipendi bassissimi.
Ma la cosa più intollerabile, dal nostro punto di vista, è che la povertà sia tanto forte da costringerli a sfruttare i bambini. In Italia siamo fortunati perché la maggior parte della popolazione non ha problemi seri. Qui ci sono persone molto ricche: se le persone ricche dessero anche solo un piccolo aiuto, molte famiglie di uno Stato come il Guatemala potrebbero stare meglio e si potrebbe interrompere la spirale povertà – fame – malattie – morte che noi abbiamo visto ripetersi in tutto il subcontinente.
Nicholas
Filippo
Matteo
Maurizio
Tommaso

 

Svolgendo questo lavoro, studiando i vari aspetti, ambientale, economico, politico dell’America Centro Meridionale, ci siamo resi conto delle conseguenze che tutti questi aspetti hanno sulla vita delle popolazioni.
Nel mondo ci sono moltissime malattie, molte delle quali hanno poche conseguenze sulle persone come noi perché le medicine, i vaccini, i medici, le strutture sanitarie riescono a curare o a prevenire queste malattie. Al contrario, nei Paesi poveri, l’alto costo dei medicinali, la povertà della gente, la mancanza di prevenzione, di dottori e di ospedali fanno sì che molte persone muoiano, soprattutto i bambini che sono i più deboli e quindi soffrono molto di più la scarsità o lo scarso potere nutritivo del cibo. Mangiare poco e con poca varietà, infatti, indebolisce il fisico e le difese immunitarie. E’ venuto a scuola, a parlarci di questi problemi, il Dottor Poddie, dell’Associazione Rekko 7, che con altri medici volontari di Ravenna si reca periodicamente in America latina per formare personale medico e infermieristico o per collaborare nelle poche strutture sanitarie esistenti. L’Associazione Rekko 7 di Torino ha costruito strutture di Pronto Soccorso, ha portato in questi Paesi materiale, medicine e strutture sanitarie che i governi locali non riescono a fornire: hanno insegnato agli infermieri le tecniche per aiutare le madri a partorire in modo più sicuro, contribuendo a diminuire la mortalità di mamme e bambini.
Guardando le diapositive del Guatemala, abbiamo visto la difficoltà di portare aiuto alle popolazioni poverissime dei villaggi, le strade strette e non asfaltate, la mancanza d’acqua potabile, le baracche in cui vivono, la terra vulcanica adatta a coltivare quasi solo caffè, il poco e povero cibo che mangiano, la fatica dei bambini che lavorano. Ci ha colpito molto il fatto che i bambini debbano lavorare fin da piccoli per le multinazionali, che comprano il loro caffè e li pagano pochissimo, sfruttando così il loro lavoro.
Noi pensiamo che se i Paesi consumatori fossero più onesti e pagassero il giusto prezzo i prodotti dei Paesi del sud del mondo, molte cause della povertà potrebbero essere rimosse e questi Paesi potrebbero anche avere quelle tecniche sanitarie e le medicine per sconfiggere o curare le malattie.
Abbiamo affrontato le tematiche legate alle disuguaglianze sociali ed economiche presenti nel nostro pianeta con un esperto dell’Associazione Mani tese, Michele Dotti, e anche con lui ci siamo rese conto che, purtroppo, per molte persone dei Paesi ricchi e consumatori, le persone del terzo e quarto mondo non esistono, non se ne preoccupano, anzi le sfruttano perché per loro esistono solo i soldi e il lusso.
Catia
Letizia
Maria Teresa
Martina

Diseguaglianze tra Paesi e sotto diseguaglianze all'interno dei Paesi

Studiando l’America Latina, per affrontare il tema delle malattie presenti e diffuse nei Paesi del Sud del mondo propostoci dai Volontari dell’Associazione dei Diritti del Malato di Ravenna, ci siamo rese conto che il problema della salute è molto complesso e legato a tanti fattori.

Le malattie sono presenti in tutte le popolazioni mondiali; alcune possono essere prevenute, altre si possono curare, altre sono mortali.

Le conseguenze delle singole malattie però sono molto diverse a seconda delle condizioni in cui si manifestano: l’AIDS, ad esempio, è una malattia molto diffusa in Africa, dove ne muoiono migliaia di persone, in Brasile, dove è poco curata, e negli Stati Uniti, dove da alcuni anni sono state scoperti farmaci che consentono a migliaia di persone di condurre una vita normale, controllando i sintomi della malattia. Come mai questa differenza?
Per curare le malattie, soprattutto quelle gravi, occorrono medicine costose prodotte dai Paesi ricchi: le industrie farmaceutiche non intendono rinunciare ai loro guadagni e non danno quindi ad altri Paesi più poveri la possibilità di dotarsi dei farmaci a basso costo. Questo fatto ha come conseguenza che in una parte del mondo alcune malattie sono gravi, ma controllabili, e in altre parti del mondo si muore.
La stessa cosa accade per la distribuzione dei vaccini contro le malattie. I vaccini, infatti, da tempo hanno reso poco pericolose, nei Paesi occidentali, malattie come rosolia, morbillo, tubercolosi, epatite, tifo e hanno fatto quasi scomparire la poliomielite o la malaria.
Nei Paesi poveri queste malattie continuano ad uccidere o a menomare bambini e adulti perché i governi non hanno fondi da impegnare in vaccinazioni di massa.
Fortunatamente negli ultimi dieci anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è impegnata maggiormente per risolvere questa situazione: sono state fatte campagne di vaccinazione in alcuni Paesi e i risultati sono incoraggianti.

Abbiamo letto che l’Organizzazione Mondiale del Commercio, in questi giorni, si è riunita a Ginevra e ha trovato un accordo per limitare i brevetti di alcuni farmaci che servono a curare alcune malattie gravi come l’AIDS e la Leishmaniosi.

E’ una cosa importante perché solo in questo modo sarà possibile distribuire le medicine ad un costo accessibile alle popolazioni povere.



Un’altra causa all’origine di molte malattie è la precarietà della situazione igienica dell’ambiente in cui vivono le popolazioni povere: la mancanza di acqua corrente o potabile, di fognature, la mancanza di bagni nelle case, la cattiva conservazione dei cibi diffondono le malattie, soprattutto dissenterie, colera, tifo. La mancanza di igiene e quindi un fattore scatenante ed aggravante di alcune malattie, ma non dipende dalla volontà delle persone che vivono in queste condizioni: esse sono costrette a vivere in questo modo dalla povertà e se non si risolverà questa causa principale i Paesi del Sud del mondo non potranno mai vivere in un ambiente più sano e quindi con meno malattie.
Amanda
Elena
Ilaria
Simona

Malattie

In America Latina le malattie trasmesse da artropodi sono una causa importante di morbilità in ambiente rurale. La malaria (da falciparum, da malariae e da vivax) infierisce nei 10 paesi o territori della regione così come la tripanosomiasi americana (malattia di Chagas) e la leishmaniosi cutanea e cutaneo-mucosa. Questa ultima forma è in aumento in Paraguay e in Brasile. La leishmaniosi viscerale è endemica nel nord-est del Brasile, con focolai nel resto del Brasile; in Colombia e in Venezuela è meno frequente ed è rara in Bolivia e Paraguay e sconosciuta in Perù. L'oncocercosi è endemica in focolai isolati nelle zone rurali dell'Ecuador, del Venezuela e del nord del Brasile. Le punture di simulidi, vettori dell'oncocercosi, possono ugualmente trasmettere altre filariosi e provocare spiacevoli reazioni emorragiche, talvolta gravi. La filariosi Bancrofti è endemica in certe regioni del Brasile, Guyana, e Suriname. Focolai naturali di peste sono stati segnalati in Bolivia, in Brasile, in Ecuador e in Perù. Tra le arbovirosi la febbre gialla della savana si incontra nelle foreste di tutti i paesi salvo il Paraguay e all'est delle Ande; in Brasile essa non si trova che negli Stati del nord e dell'ovest. Epidemie di encefalite virale e di dengue si manifestano in alcuni dei paesi di questa regione. La bartonellosi o febbre di Oroya, una affezione da flebotomi, si riscontra nelle valli fluviali aride del versante occidentale delle Ande fino a 3000 metri di altitudine. Il tifo da pidocchi si riscontra sovente nelle zone montagnose della Colombia e del Per

Le malattie trasmesse tramite gli alimenti e l'acqua sono estremamente diffuse; esse comprendono l'amebiasi, le malattie diarroiche, le elmintiasi e l'epatite A. Casi di paragonimiasi (distomatosi polmonare) sono stati segnalati in Ecuador, Perù e Venezuela. La brucellosi è frequente mentre l'echinoccocosi (idatidosi) si riscontra particolarmente in Perù. La Bolivia, il Brasile, la Colombia, l'Ecuador ed il Perù Perù hanno riportato casi autoctoni di colera nel 1994. Il rischio di trasmissione del colera è molto basso negli altri paesi.

Altre malattie. Bisogna ancora menzionare una febbre emorragica da arenavirus trasmessa dai topi, segnalata in Bolivia. L'epatite A e D (epatite delta) sono altamente endemiche nel bacino amazzonico. La forma intestinale della schistosomiasi (bilharziosi) si trova in Brasile, Suriname e al centro-nord del Venezuela. Numerosi paesi di questa regione hanno segnalato casi di rabbia. La meningite meningococcica si manifesta sotto forme di episodi epidemici in Brasile.
In queste regioni bisogna fare attenzione ai serpenti e alle sanguisughe.