Amebiasi
origine - sintomi - diffusione - terapia - prevenzione

Origine

L'amebiasi è una malattia parassitaria, causata dal protozoo Entamoeba histolytica, che può rimanere allo stato silente o invadere altri organi, dopo avere superato la parete intestinale. La trasmissione è oro-fecale (il protozoo viene eliminato con le feci dall'uomo, contamina l'ambiente, l'acqua, gli alimenti, e contagia nuovi individui quando è introdotto con gli alimenti o l'acqua)..

 

Foto delle forme vegetative di Entamoeba Hystolitica vista in contrasto al microscopio. (Enc. Delle scienze biologiche De Agostani)

Sintomi

L’incubazione dura circa 2-3 settimane, poi insorgono diarrea, dolori addominali, malessere. Molte persone nel mondo hanno il parassita nell'intestino ma non sviluppano la malattia; il 10% circa dei soggetti portatori del protozoo nell'intestino manifesta una malattia sintomatica. La forma clinica principale è la colite amebica di gravità molto variabile da un caso all'altro; si presenta come una forma di dissenteria con dolori addominali, emissione di feci contenenti sangue e muco senza febbre o con lieve movimento febbrile. In una percentuale variabile tra il 2 ed il 16% dei casi alla forma dissenterica può far seguito una forma cosiddetta invasiva in cui le amebe passano nella circolazione e causano ascessi epatici (febbre, dolore in regione epatica, alterazione grave dello stato generale, pericolo di vita).

 

 

Questa forma può manifestarsi anche in soggetti che non hanno presentato segni di malattia intestinale. Si tratta di una malattia molto grave che richiede un trattamento urgente. Anche la forma intestinale può essere particolarmente grave e in caso di sospetto devono essere condotti accertamenti specifici.

Diversi aspetti delle forme vegetative di Entamoeba Hystolitica nel lume intestinale e nelle feci. Enc. Delle scienze biologiche De Agostini

Diffusione

La malattia è ubiquitaria, con aree di endemia ed iperendemia dove le strutture di approvvigionamento idrico e l'igiene degli alimenti sono insufficienti. Le varie forme amebiche sono diffuse in tutto il mondo, ma assumono carattere virulento in quei luoghi dove le condizioni igieniche ambientali ed alimentari sono precarie e dove le possibilità di cure, che possano debellare in breve tempo la malattia, sono scarse. È soprattutto diffusa in Medio Oriente, Africa, America Centrale e Meridionale, a causa delle scadenti condizioni igienico-sanitarie. In Italia quasi tutti i casi riscontrati sono stati contratti durante viaggi nelle località suddette, anche se è tuttora presente il rischio di contrarre l’infezione durante la stagione estiva anche nel Mezzogiorno e nelle isole, quando le condizioni igienico-sanitarie siano particolarmente compromesse.

Terapia

Alla diagnosi si arriva con la ricerca del parassita o delle cisti nelle feci. Il malato in fase acuta non è contagioso perché non elimina le cisti, ma solo il parassita, che non sopravvive nell’ambiente. Non è perciò necessario l’isolamento del malato, tuttavia si consiglia prudenza nella manipolazione delle feci e della biancheria, specialmente nella fase conclusiva della malattia. La terapia è effettuata con il metronidazolo
 

Prevenzione

Le norme di igiene alimentare sono efficaci per ridurre il rischio di infezione. La cottura dei cibi e la bollitura dell’acqua eliminano il protozoo. Non esiste un vaccino e non sono indicati farmaci in profilassi. Per la prevenzione è importante, nelle zone a rischio, evitare il consumo di acqua non bollita, di verdure crude e cibi esposti al contatto con le mosche. Molto raccomandati gli accertamenti durante e al ritorno dal viaggio in tutti i casi in cui si siano verificate malattie intestinali.