RELAZIONE

Il 30 marzo 2004, insieme alla 2°E, siamo andati a Fabriano a visitare il Museo della carta e della filigrana, che documenta l’antica tradizione cartaria della città. Siamo arrivati nell’ex convento di S. Domenico e, una volta entrati da una grande porta, siamo passati sotto un portico, attorno a un antico giardino: in mezzo c’era una strana macchina antica, racchiusa dentro una teca di vetro per proteggerla dalle intemperie.
La prima cosa che abbiamo fatto è stato il laboratorio. Un uomo ci ha fatto vedere come si produce un foglio di carta e poi l’ ha fatto fare ad ognuno di noi. Per prima cosa bisogna mettere il setaccio rettangolare dentro una tinozza grande, piena d’acqua e di fibre di cotone (cellulosa pura), poi si tira su, si agita per rendere omogeneo lo strato di materiale e per scolare un po’ l’acqua; successivamente con la mano destra si prende il setaccio mettendo il pollice all’interno e si fa la stessa cosa con la mano sinistra, si capovolge, stendendo il foglio su dei panni di lana.
Dopo che l’abbiamo fatto tutti, 2 uomini hanno portato tutti i panni di lana con dentro i fogli in un’altra stanza enorme dove c’era una pressa meccanica. A quel punto hanno messo tutti i panni, uno sopra l’altro, sotto la pressa e l’hanno girata fino a che tutta l’acqua non è uscita fuori; poi abbiamo riportato panni nella stanza dove avevamo fatto i fogli e uno alla volta li abbiamo staccati.
Usciti da quella stanza una ragazza ci ha illustrato una serie di macchine antiche di legno, utilizzate per produrre la carta nei secoli passati. Poi abbiamo visto una macchina moderna per asciugare i fogli di carta: era un rullo riscaldato che aveva anche un cartello di pericolo per l’elevata temperatura.
Dopo aver finito il laboratorio e aver visto i macchinari, abbiamo visto un filmato che parlava di Fabriano, di com’era la città un tempo, di come è oggi, della tradizione della produzione di carta dai secoli passati fino ad ora. Finito di vedere il filmato, siamo andati a visitare la sala delle filigrane, dove una guida ci ha spiegato che per realizzare i disegni nella filigrana, bisogna prima fare le immagini in rilievo su una tavoletta di cera d’api, poi lo stampo in bronzo.
Alla fine dei passaggi viene fuori il PUNSONE cioè la tavola dove è stata disegnata l’immagine. Abbiamo visto prima dei disegni più semplici e poi sempre più elaborati fino ad arrivare addirittura a una scena di vita quotidiana. Le filigrane non erano recenti e alcune infatti risalivano al 1200.