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MARIA CRISTINA LAGHI – Responsabile ecosistema urbano ed Industriale

Sintesi intervento c/o Istituto Comprensivo " Montanari" di Ravenna

LO SVILUPPO SOSTENIBILE E I PROCESSI DI AGENDA 21 LOCALE:
UN NUOVO MODO DI AFFRONTARE LA TEMATICA RIFIUTI

La complessa situazione ambientale in atto è il risultato della sommatoria su scala mondiale di tanti singoli problemi locali.
Gli effetti prodotti dalle azioni dell’uomo sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del patrimonio di fauna e vegetazione pongono problemi nuovi che richiedono la ricerca di risposte nuove, un diverso approccio secondo il quale "l’ambiente" deve essere concepito come bene collettivo, patrimonio indivisibile dell’umanità, alla cui preservazioni tutti sono chiamati.
La tematica ambientale diventa elemento di riferimento e si traduce nel perseguimento di un diverso modello di sviluppo:
lo "Sviluppo Sostenibile" cioè uno "sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i loro bisogni."(Commissione Brundtland 1987)
II tema della sostenibilità ambientale e della qualità dello Sviluppo introduce alla "cultura del limite":
Esiste sicuramente un limite allo sfruttamento delle risorse, alla capacità della terra di assorbire, diluire e degradare i rifiuti e l’inquinamento.
Occorre pertanto definire, per le generazioni future, ma meglio "ora e qui" processi che portino alla:

  • Sostenibilità Ambientale: Capacità di mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali (rinnovabili e non rinnovabili)

  • Sostenibilità Economica: Capacità di generare, in modo duraturo, reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione

  • Sostenibilità Sociale: Capacità di garantire condizioni di benessere umano equo ( per strati sociali, età, generi…)

  • Sostenibilità Istituzionale: Capacità di garantire condizioni di stabilità, democrazia partecipazione e giustizia.

  • In questa ottica la filosofia di fondo non deve essere più quella "del riparare i danni" o dell’emergenza ma di "prevenzione" a partire dal consenso e dalla cooperazione con tutti i soggetti istituzionali, economici, non governativi, cittadini e consumatori attivando metodi e strumenti interdisciplinari, partecipativi, informativi, responsabilizzanti. Ognuno dovrebbe sentirsi egualmente coinvolto, per quanto di competenza e possibilità, al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
    La comunità internazionale ha assunto questi concetti in due importanti conferenze :

  • 1992 - Rio De Janeiro - UNCED Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e sullo Sviluppo

  • 2002 –Jhoannesburg - seconda conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e sullo Sviluppo

  • In entrambe le occasioni si sottolinea come le "azioni locali intraprese in modo solidale, partecipato e coordinato possono muovere il mondo più dei grandi accordi e degli obiettivi troppo ambiziosi che rimangono sulla carta."

    I nuovi strumenti di gestione ambientale: Agenda 21 locale

    Agenda 21……ovvero le cose da fare per il 21° secolo

    Dal punto di vista giuridico formale è il mandato alle autorità locali di tradurre operativamente, nelle politiche locali, il Piano di Azione dell’Onu per il 21° secolo concepito a Rio de Janeiro per lo sviluppo sostenibilile.

    Il documento descrive una serie di azioni (2500) raccolte in 40 capitoli tematici in particolare:

  • Capitolo 25 "Bambini e Ragazzi nello sviluppo sostenibile " in cui viene affermato che…" la partecipazione e il coinvolgimento attivo dei giovani (futura generazione) in tema di scelte su ambiente e sviluppo sia fondamentale per il successo a lungo termine dell’Agenda 21".

  • Capitolo 28 "Iniziative delle Amministrazioni a supporto dell’Agenda 21" che riconosce alle autorità locali un ruolo fondamentale nel processo di attuazione di A21

  • Le comunità locali ( nazioni, regioni, province, comuni, scuole…famiglie) hanno così un obbligo "morale" di perseguire la sostenibilità definendo, di volta in volta le opportune strategie delineate caso per caso. Ogni comunità, infatti, presenta peculiarità ed identità specifiche la cui ragion d’essere dipende dalla storia, cultura, dimensione, organizzazione politica ed economica. Per questa ragione ciascuna realtà è "diversa" da tutte le altre, ciascuna realtà deve trovare da sé la migliore strada verso un "futuro sostenibile". In quest’ottica l’A21 locale si configura come un processo partecipato perché tutti gli attori della comunità, in quanto portatori di interesse (come cittadini, scolari, lavoratori, consumatori, dirigenti, amministratori…), sono a chiamati alla definizione e attuazione di un "Piano di Azione" a lungo termine avente come obiettivo l’applicazione dello Sviluppo Sostenibile alla Comunità Locale

    Operativamente:

    Nel caso di un’ autorità locale (regione, provincia, comune…) il processo si avvia sottoscrivendo la "Carta di Aalborg"( lanciata, ad Aalborg in Danimarca nel 1994, a conclusione della Conferenza Europea sulla " Campagna delle Città Europee Sostenibili" promossa dalla Comunità Europea in adesione ai Principi di A21). La sottoscrizione rappresenta l’impegno formale ad avviare un processo di A.21 Locale (ad es. il Comune di Ravenna ha Sottoscritto nel 2000 ed il processo si è avviato nella primavera del 2002)

    La partecipazione e il confronto si realizza tramite l’istituzione di un "forum" con tutti i portatori di interesse della comunità.

    Pertanto il Forum:

  • E’ lo strumento di partecipazione

  • Orienta il processo di elaborazione del piano

  • Discute visioni ed obiettivi

  • Definisce le risorse (chi fa cosa)

  • Individua e compone gli eventuali conflitti

  • Al fine di pervenire alla definizione del "Piano di Azione" cioè l’insieme dei progetti, comportamenti, attività, buone azioni quotidiane, che ognuno può mettere in campo per contribuire allo sviluppo sostenibile

    La tematica Rifiuti come problema di sostenibilità e perciò di A21L :

    La produzione di rifiuti è un importante indice dello stato di benessere di una società. Poiché i rifiuti rappresentano l’esito finale dei consumi, forniscono una stima delle modalità e delle proporzioni secondo le quali una società utilizza le risorse disponibili. Il miglioramento e veloce progredire delle condizioni economiche, accompagnato dall’incremento della popolazione e dal crescente processo di urbanizzazione, hanno portato alla così detta "società dell’usa e getta. L’atteggiamento culturale del consumatore acritico del "già pronto" ha dato luogo a una complessa serie di "Pressioni" o criticità con ripercussioni:

  • Sull’ambiente (Acque: scarichi diretti e non. Aria : emissioni da processi degradativi Suolo: abbandono di rifiuti, sversamenti, siti contaminati)

  • Sulle risorse energetiche

  • Sulla salute umana

  • Sulla società

  • Anche per questa tematica occorre modificare l’atteggiamento culturale (cambio di paradigma): Dalla società dello spreco e dell’inquinamento alla società della prevenzione del riciclo e del recupero

    Ravenna 20/01/2004

    Dott.ssa Maria Cristina Laghi